Nei giorni scorsi ho terminato la seconda revisione del manuale di MailChimp che sto scrivendo dalla fine dell’estate scorsa – momento pessimo per cominciare l’opera, dal momento che MailChimp ha scelto proprio la fine del 2012 per rivoluzionare l’interfaccia e aggiungere nuove funzionalità, costringendomi a riscrivere più volte le stesse pagine.

Ora però la versione 7.9 di MailChimp sembra assestata, il nuovo editor consente di fare tantissime cose e anche di salvare i propri modelli di newsletter per riutilizzarli in futuro; e anche in Apogeo è in dirittura d’arrivo il lancio della nuova collana, tutta in digitale, di cui “Email marketing con MailChimp” sarà uno dei primi titoli.

Dopo aver passato alcuni mesi a descrivere nei dettagli come usare liste, editor, merge tags e autorisponditori, mi sono resa conto però di non aver messo sufficientemente a fuoco un concetto, che è poi quello che vado ripetendo fino alla nausea in tutti i miei corsi: gli strumenti non sono la cosa più importante!

Gli strumenti, al contrario, sono l’ultimo step di una successione che parte dalle persone, mette a fuoco gli obiettivi, definisce una strategia e, solo a questo punto, identifica gli strumenti da usare per metterla in atto (P.O.S.T.: People –> Objectives –> Strategy –> Tools).

Così ho completato il manuale con un capitolo in cui riassumo i cardini di un buon uso della posta elettronica a supporto della nostra attività: perché MailChimp è un ottimo strumento, ma, per l’appunto, è uno strumento, e conoscerne le technicalities non è sufficiente a garantirci il successo se, prima di partire, non abbiamo ragionato sulla meta e sulla strada da fare.

Da oggi all’uscita del libro, pubblicherò a puntate questo ultimo capitolo, dedicandolo a tutti coloro che, in questi mesi, hanno continuato a scrivermi chiedendomi notizie del manuale: grazie a tutti voi, pazientate ancora un po’ che ormai ci siamo!

Parto dall’elemento più importante, il primo della sequenza P.O.S.T., cioè le persone.

Le persone, cioè la nostra mailing list

Una strategia di email marketing va sempre costruita in funzione delle persone con le quali vogliamo rimanere in contatto attraverso le nostre newsletter.

Uso volutamente la preposizione “con”: comunicare non significa “parlare a”, ma “parlare con”, cioè stabilire una relazione in cui prima di tutto è necessario ascoltare e sapersi mettersi in sintonia con i nostri interlocutori.

Chi sono dunque queste persone? Chi sta già nella nostra mailing list, e chi potrebbe farne parte?

Si tratta dei nostri clienti? Dei soci della nostra organizzazione non-profit? È gente che ha lasciato il proprio biglietto da visita al termine di un seminario gratuito che abbiamo organizzato? O è qualcuno che ha scaricato un whitepaper dal nostro sito, acconsentendo a lasciarci in cambio il suo indirizzo email?

Quali sono le loro caratteristiche comuni? Settore di lavoro? Livello di istruzione? Età? Status familiare? Si tratta in prevalenza di uomini o donne? Dove vivono?

E, ancora: quali interessi hanno? Come usano la rete? Perché sono arrivati sul nostro sito? Cosa si aspettano che noi possiamo fare per loro?

A volte, mettendo a fuoco l’identikit dei nostri destinatari, ci renderemo conto che non si tratta di un gruppo uniforme, ma ha senso invece suddividerlo in sottogruppi diversi, ciascuno accumunato da tratti salienti che lo distinguono dagli altri sottogruppi: è la cosiddetta segmentazione, concetto tanto utile quanto spesso trascurato.

Ci è utile, in questa fase, costruire un vero e proprio identikit, rappresentando ciascuno dei nostri “destinatari tipo” come se fosse il personaggio di un racconto o di un film:

  • definiamo la sua età, il lavoro che fa, la sua situazione familiare
  • proviamo a descrivere i suoi interessi e le sue passioni
  • immaginiamo la sua dieta informativa: che giornali legge? ascolta la radio? guarda la tv? che programmi? trova le sue informazioni su Internet? attraverso i social network? e quali?

Diamo al nostro personaggio anche un nome e un cognome, e, quando scriviamo, immaginiamo di rivolgerci proprio a lui o a lei: scrivere a una persona “vera”, o perlomeno verosimile, ci aiuta a uscire dal gergo artificiale del linguaggio aziendale e a parlare in modo più concreto e comprensibile.

Nella prossima puntata: gli obiettivi 

10 Responses to Email marketing, con e senza MailChimp – le persone

  1. Monica scrive:

    Grazie Alessandra! Per l’ottimo lavoro che fai e per metterci a disposizione consigli preziosi e indicazioni utili per il nostro lavoro.
    Attendo (impaziente, confesso :-) ) il nuovo libro…
    Buon proseguimento e a presto
    Monica

  2. Marina Fabiano scrive:

    Brava Coach Alessandra. Dopo aver imparato molto in uno dei tuoi eccellenti corsi di Digital Update, ti suggerisco ai miei colleghi come esempio di contaminazione tra tecnicismi e coaching. Fai molto per noi ignorantelli del web… grazie.
    Marina

  3. grazie @Marina e @Monica :-)

  4. Federico scrive:

    Grazie per l’articolo interessante.
    Spero di fare una cosa utile condividendo con i lettori questa informazione, sempre a proposito di e-mail marketing.
    Adesso è disponibile anche in italiano una piattaforma per l’online marketing che si chiama Wishpond, su http://www.wishpond.it
    Serve ad ottenere nuovi fan e follower, organizzando concorsi online a cui i partecipanti possono registrarsi lasciando la loro e-mail, così che le aziende che organizzano i concorsi possano crearsi una loro mailing-list da collegare a Mail Chimp.

  5. Andrea scrive:

    Sono diversi giorni che voglio commentare, ma non ho avuto il tempo. Sai perché? Perché stavo cercando di capire come funziona quel cavolo di autorisponditore di MailChimp. Stavo seriamente pensando di farmi dare un rimborso perché non riuscivo a fare una cosa molto banale (che poi è risultata impossibile).
    Il problema non è tanto nel fatto che non potessi fare quello che volevo, ma che la documentazione che hanno è talmente sparsa che è impossibile trovare l’informazione che cerchi a meno di essere molto fortunati. Non parliamo poi dell’interfaccia che è a dir poco diabolica…
    Il personale dell’assistenza è sempre gentilissimo e disponibile, ma anche lì devi essere fortunato, in quanto di può capitare quello che non ci azzecca troppo…

    insomma, secondo me prima di sviluppare altro software (che però saranno obbligati a fare per rimanere competitivi) dovrebbero sistemare sia l’interfaccia che il “manuale”.

    Non ho provato nessun altro provider, quindi non posso fare alcun confronto.

    in sostanza, quello che dici nell’articolo è giustissimo, ma prima che riesci a rispondere alle domande che poni c0è davvero TAAAANTO da imparare. MailChimp non è uno strumento che si impara in tre secondi :)

    Rimango in attesa del tuo volume :D

  6. @Andrea, sul fatto che la documentazione di MailChimp sia affastellata e disordinata sono tanto d’accordo che… l’ho riscritta in un libro :-)
    Agli autorisponditori è dedicato un intero capitolo, pazienta ancora poche settimane e potrai leggertelo in tutta comodità.

  7. giovanni scrive:

    ciao, la guida a mailchimp è uscita? dove la posso trovare?
    grazie

  8. ciao @Giovanni, il manuale uscirà a fine febbraio-primissimi giorni di marzo, non mancherò di avvisarvi :)

  9. Giovanna Masobello scrive:

    Cara Alessandra,
    i tuoi post sono sempre molto interessanti e chiari (e devo dire che buoni spunti li ho presi anche dal tuo “Sopravvivere alle informazioni…”).
    Visto che siamo ai primi di marzo mi piacerebbe sapere se il tuo libro su MailChimp è uscito, dato che sarò sicuramente tra le compratrici del volume.
    Con la mia azienda stiamo per iniziare a usare MailChimp e veramente spero di poter gestire al meglio questo strumento, anche grazie a te.
    Mi dai qualche info?
    Grazie,
    Giovanna

  10. Ciao Giovanna, il manuale è pronto ma non è ancora uscito perché in casa editrice ci sono alcuni ritardi nella preparazione del sito di lancio della collana. Anch’io come puoi immaginare sto pestando i piedi, ma non posso fare altro che aspettare e chiedere la stessa pazienza ai miei lettori.
    Nel frattempo, a brevissimo, pubblicherò un altro (conto che sia l’ultimo) post di anticipazione del libro.

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