Da quando ho creato il mio profilo LinkedIn (circa tre anni fa) ho avuto modo di apprezzare l’utilità di questo strumento, che considero (e spesso cito nei miei corsi come) una delle migliori dimostrazioni che “social network” non equivale a “perdite di tempo e cazzeggio”.
Finora ho cercato di seguire criteri abbastanza rigorosi sull’accettare (o chiedere) collegamenti in LinkedIn, politica che ho descritto in un post su LinkedIn pubblicato qualche mese fa:
Una cosa da NON fare è “spammare” richieste di collegamento a persone con cui non avete mai lavorato o studiato: semmai, se qualcuno vi interessa professionalmente, contattatelo prima in altri modi, e, quando la relazione è avviata, proponetegli di collegarvi su LinkedIn. Se vi arriva una richiesta da uno sconosciuto, potete sempre “archiviarla” a futura memoria, e semmai inviargli una richiesta di maggiori informazioni.
Negli ultimi tempi, però, la mia convinzione si sta un po’ incrinando.
Non so se sia a causa della maggior diffusione di LinkedIn seguita all’arrivo della versione italiana, o se per una qualche mia maggior visibilità online, il numero di richieste di collegamento che ricevo è decisamente aumentato: se prima mi arrivavano tre-quattro inviti al mese, ora quasi non passa giorno che qualcuno non mi proponga di “entrare nella sua rete”: e, quasi sempre, si tratta di persone che non conosco affatto, ma che come me si occupano di rete e comunicazione.
La mia risposta-tipo a questo tipo di richieste finora è stata più o meno questa:
Ciao XXXX,
in genere su LinkedIn accetto di collegarmi a persone con cui ho già effettivamente un contatto, meglio se un’effettiva collaborazione su qualche progetto comune.
Se non ti offendi, terrei in archivio la tua richiesta, per riprenderla semmai in mano in futuro.
Ora però inizio a chiedermi se non sto sbagliando, e se non farei meglio invece a usare LinkedIn per creare relazioni nuove invece che rischiare di passare per una snob.
Voi che ne pensate? quale politica seguite? Se usate LinkedIn per collegarvi a persone che non conoscevate prima, questo ha poi un seguito?






Gentile Signora Alessandra,
io sto in questi giorni avviandomi verso una nuova attività, e ho scoperto Linkedin; ho ancora solo 3 collegamenti, ma in futuro chiederò a tanti sconosciuti di far parte della rete.
Una volta , quando si voleva imparare un mestiere, si andava “a bottega” ; per me Linkedin è “la bottega” dei nostri giorni…quindi perchè non cercare i migliori maestri ?
A quel punto sta a lui/lei essere “Maestro” o uno dei tanti.
Saluti
Fabio
Salve @Fabio,
finora non ho mai pensato a LinkedIn come alla bottega artigiana: ci sono molte persone che considero bravi maestri, e in quel caso mi iscrivo ai loro blog, leggo quel che scrivono, e, occasionalmente, partecipo alle loro discussioni.
Tuttavia, ho posto la questione in forma di domanda proprio perché mi interessa ragionare su approcci diversi dal mio, e riconsiderare i miei metodi anche alla luce di quel che fanno (o pensano) gli altri.
Nel mio caso sto cercando di mantenere quanto piu’ possibile “specializzate” le diverse piattaforme di social network:
- LinkedIn: persone con le quali parlo/discuto/mi confronto di temi professionali, preferendo la connessione con persone con le quali non ho ancora avuto rapporti di lavoro (LinkedIn lo ritengo utile per creare nuove opportunita’, piu’ che per collezionare la mia storia professionale)
- FriendFeed: persone con le quali mi piace discute in generale, soprattutto amici
- Twitter: persone/enti/aggregatori che generano informazioni per me interessanti
- Facebook: lo uso principalmente per “spammare” tutto cio’ che produco dagli altri SN attraverso posting automatico
Per popolare gli appartenenti ai singoli network procedo in base alla finalita’. Ammetto di ignorare richieste di connessione su LinkedIn con maggior rigore rispetto a FB. Su FF e TW non ho mai messo lucchetti, per ora senza mai pentirmene.
Voi come fate?
Condivido. Anche io utilizzo Linkedin in maniera decisamente più selettiva di altri SN sui quali sono presente.
Un abbraccio.
Pier Luca
Il mio problema ora e’ definire cosa sia il mio interesse professionale!
Arrivat ai 40 anni con una formazione tecnica ben verticale, mi si sta aprendo un mondo di interessi nuovi! Tutta colpa dei maledetti social network e degli stimoli che arrivano da tutte le parti.
Quindi se vi arriva la mia richiesta su LinkedIn non spaventatevi dal mio cv
Io sono ancora più cafone di te, perché a chi non conosco non rispondo neanche.
Sbaglio, lo so..ma per fortuna ho pochissime richieste. Tuttavia ancora, a distanza di quasi 5 anni dalla prima registrazione, non ho mai conosciuto nessuno di interessante, ma ho sempre trovato utile spulciare le attività di chi “dovevo conoscere”. Certo poi ognuno scrive un po’ qullo che vuole e siamo tutti apparentemente dei geni, ma basta guardare tutto in maniera critica ed eventualmente incrociare le ricerche con Google etc..
io per ora ho questi filtri:
1- se si presentano come azienda e non come persona rispondo che linkedin lo uso solo ed esclusivamente per connettermi a persone
2- se mi si presenta gente senza profilo, o con profilo poco completo, chiedo maggiori informazioni via email. Se rispondono gli aggiungo, else finiscono nel grande limbo.
3- persone in ambito mkt o che partecipano a centinaia di gruppi completamente diversi tra loro tendo a lasciarle nel limbo fino a quando non mi contattano direttamente e senza messaggi “preconfezionati”
lo stesse regolette le applico cmq anche su fb (300 richieste pendenti), skype e tutti i social network, tranne plaxo che è in spam list. Con le dovute modifiche del caso.
Ah, già, se chi mi contatta usa un profilo contro le policy del social network (ie azienda su linkedin) lo segnalo al moderatore dello stesso
Anch’io, Alessandra, mi sono posto la stessa domanda annni fa.
Da un lato gli stessi gestori raccomandano di “registrare” sulla piattaforma solo i contatti “veri”, e di lasciare alla piattaforma stessa il compito di percorrere tutte le catene lungo i vari gradi, contando su una referenziazione da parte delle persone coinvolte nei passaggi intermedi. Questo e’ fondamentale nel caso di contatti “delicati”, come per esempio quelle che riguardano progetti e clienti. Dall’altro il pragmatismo di avere un contatto diretto con molte piu’ persone di quelle gia’ conosciute, per avvicinarle piu’ velocemente e senza intermediazione. Questo e’ utile solo nel caso di contatti “superficiali”, in cui l’obiettivo e’ semplicmente quello di invitare ad un evento, o di segnalare un’iniziativa.
Anche se le due situazioni sono diverse, lo stesso professionista puo’ avere occasioni di usare LinkedIn, sia del primo che del secondo tipo. A questo si aggiunge il fatto che moltissimi adottano il banale comportamento di accumulare tra i propri contatti l’universo mondo, finendo quindi per essere “presenti” in ogni catena, ma non rappresentando affatto un modo congruo per concretizzare certi contatti. Entrambe queste cose mi hanno convinto che non e’ conveniente essere troppo selettivi, e che certamente occorre comunque conoscere bene qual’e’ l’affidabilita’ delle persone che potrebbero completare la catena.
In tempi piu’ recenti, poi, si e’ inserito il fenomeno dei gruppi. Per chi come me, e come te immagino, fa parte di molti gruppi con molti iscritti, e’ diventato molto facile avere la possibilita’ di entrare in contatto con la persona che interessa, grazie al fatto che si e’ membri dello stesso gruppo. Questa e’ diventata una importante via alternativa alle catene di contatti: in un certo senso, l’introduzione dei gruppi ha stravolto l’idea originale di LinkedIn. Naturalmente contatti di questo genere sono utili solo per situazioni poco delicate o impegnative. In compenso la qualita’ del contatto, in questi casi, non e’ piu’ data da quella degli intermediari, ma risulta effetto collaterale della reputazione costruita nel gruppo.
Ciao a tutti, giorni su LinkedIn fa ho scoperto un “Paolo Bernardi proprietario del Gruppo imoma”… MA SONO IO? Eppure non mi sono mai registrato a questo LinkedIn.
Qualcuno sa come posso smascherare questo imbroglione?
Grazie in anticipo a tutti e sopratutto alla Signora Farabegoli.
Paolo Bernardi
C’è un’usanza (quasi del tutto italica) che sta prendendo piede tra gli addetti alle Risorse Umane delle varie aziende di consulenza Informatica: essi chiedono di entrare in collegamento con quanta più gente possibile (anche sconosciuta) al fine di avere larghe schiere di “Risorse” reclutabili a costo nullo. Tutto ciò per evitare di usare i servizi a pagamento che LinkedIn propone appunto per chi si occupa di HR. Questo utilizzo del mezzo, che trovo distorto ed invasivo, è un altro motivo per cui accetto di entrare in collegamento solamente con chi conosco.
volevo chiederti una cosa..hai usato wordpress su uno spazio host tuo?ne vorrei creare uno anche io cosi..grazie tante!Oliver
Sì Oliver, il mio sito è un WP “self-hosted”, se cerchi “hosting” su questo blog trovi anche un po’ delle mie vicissitudini coi provider. Ho un altro sito più “personale” che è un wordpress ospitato su wordpress.com, per i “non tecnici” e per chi non ha bisogno di personalizzazioni e funzionalità particolari è una soluzione da non scartare affatto, perché l’unico costo è quello (risibile) della redirezione del dominio.