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Ma l’hai fatta con Powerpoint?

È la domanda che mi ha fatto, con tono incredulo, una delle partecipanti alla prima lezione del seminario su come creare una buona presentazione.

La domanda nasce da una triste realtà: la stragrande maggioranza delle presentazioni a cui assistiamo è francamente insopportabile, e l’effetto noto come death by Powerpoint è considerato pressoché inevitabile.

Questo accade perché spesso l’ansia porta le persone a rifugiarsi in quelle che sono, all’apparenza, soluzioni sicure: concentrarsi sui tecnicismi, usare tutte le funzioni possibili del software, caricare di sfondi, textures, font, WordArt, grafici e tabelle… per evitare di affrontare quel che conta davvero, che è la definizione di un obiettivo chiaro e il mettersi in gioco con i nostri interlocutori.

In fondo, se non è chiaro quale obiettivo aveva la presentazione (o il sito web, o qualunque strumento o campagna che facciamo partire), chi ci potrà accusare di non averlo raggiunto?

Per fare una bella presentazione con Powerpoint, basta… ignorare Powerpoint, evitando di usare tutte le sue funzioni-trabocchetto, e concentrandosi sulla presentazione: e questo lavoro inizia ben prima di mettersi alla tastiera, anzi la fase più importante della preparazione è quella che si svolge in modalità analogica, facendo silenzio intorno a sè e mettendosi a lavorare con carta e penna.

Se a questo punto avete voglia di leggere un po’ delle cose di cui ho parlato nella lezione, non vi resta che leggere il primo post della serie “presentazioni efficaci” :-)

2 Comments

  1. Personalmente ho trovato molto stimolante usare Google Presentations: i suoi limiti e “mancanze” costringono l’utente a limitare gli orpelli grafico-pirotecnici e a concentrarsi sullo stilare e presentare le idee su cui si basa (o almeno dovrebbe) la presentazione.

    nda

  2. Confucio says:

    sagge parole
    inutile lucidare lo specchio se non ci si è almeno pettinati

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