Ma l’hai fatta con Powerpoint?

È la domanda che mi ha fatto, con tono incredulo, una delle partecipanti alla prima lezione del seminario su come creare una buona presentazione.

La domanda nasce da una triste realtà: la stragrande maggioranza delle presentazioni a cui assistiamo è francamente insopportabile, e l’effetto noto come death by Powerpoint è considerato pressoché inevitabile.

Questo accade perché spesso l’ansia porta le persone a rifugiarsi in quelle che sono, all’apparenza, soluzioni sicure: concentrarsi sui tecnicismi, usare tutte le funzioni possibili del software, caricare di sfondi, textures, font, WordArt, grafici e tabelle… per evitare di affrontare quel che conta davvero, che è la definizione di un obiettivo chiaro e il mettersi in gioco con i nostri interlocutori.

In fondo, se non è chiaro quale obiettivo aveva la presentazione (o il sito web, o qualunque strumento o campagna che facciamo partire), chi ci potrà accusare di non averlo raggiunto?

Per fare una bella presentazione con Powerpoint, basta… ignorare Powerpoint, evitando di usare tutte le sue funzioni-trabocchetto, e concentrandosi sulla presentazione: e questo lavoro inizia ben prima di mettersi alla tastiera, anzi la fase più importante della preparazione è quella che si svolge in modalità analogica, facendo silenzio intorno a sè e mettendosi a lavorare con carta e penna.

Se a questo punto avete voglia di leggere un po’ delle cose di cui ho parlato nella lezione, non vi resta che leggere il primo post della serie “presentazioni efficaci” :-)

Post che trattano argomenti simili

3 Comments

  1. Personalmente ho trovato molto stimolante usare Google Presentations: i suoi limiti e “mancanze” costringono l’utente a limitare gli orpelli grafico-pirotecnici e a concentrarsi sullo stilare e presentare le idee su cui si basa (o almeno dovrebbe) la presentazione.

    nda

  2. Confucio scrive:

    sagge parole
    inutile lucidare lo specchio se non ci si è almeno pettinati

  3. Gianluigi Conti scrive:

    Ho fatto una sola deroga all’uso di ambienti opensource dotandomi di uno strumento com l’iPad. Sto sperimentando Keynote in aula, non tanto per gli effetti speciali nelle presentazioni, ma per la possibilità che offre di non cedere mai alla tentazione di voltarsi verso lo schermo e leggere. Si puó continuare a dominare lo spazio didattico muovendosi davanti ai discenti usando anche lo strumento puntatore laser continuando a guardare la platea.
    Ancora complimenti per il suo lavoro, non trovavo un’analisi cosí lucida da quando partecipai al mio primo seminario sulla didattica nel 1989.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>