Uno degli errori più frequenti quando si fa pubblicità online – che si tratti di banner, di link sponsorizzati Google, di advertising su Facebook (*) – è quello di non creare una “pagina di arrivo” specifica, che sia la naturale continuazione della promessa fatta con l’annuncio.
(stiamo parlando naturalmente di campagne pensate con l’obiettivo di promuovere un prodotto o un servizio o un’offerta, non di pubblicità fatte per far vedere com’è bello il nostro logo.. ma di questo scriveremo un’altra volta)
In particolare, se stiamo conducendo una campagna Pay per Click, cioè il costo della nostra campagna dipende dal numero di volte in cui il nostro annuncio o banner viene cliccato, il rapporto costi/benefici migliorerà enormemente se aumentiamo la probabilità che chi clicca sul nostro annuncio prosegua poi chiedendoci informazioni, lasciandoci il proprio recapito o comperando i nostri prodotti. In caso contrario, avremo buttato i soldi spesi per ottenere quel click.
L’errore classico che molti fanno è quello di creare un annuncio specifico (ad esempio, un’offerta speciale) e farlo “atterrare” sulla homepage del sito, dove l’offerta magari non c’è o, se c’è, è affogata in mezzo a tutte le notizie della home.
Ma ci sono errori più sottili, come quello che mi è capitato sotto gli occhi oggi. Mi stavo chiedendo se fosse il caso di procurarmi un antivirus per il mio Mac, e, per saperne di più, ho fatto una ricerca su Google.

In cima ai risultati della ricerca, ecco un link sponsorizzato, che mi suggeriva di andare direttamente all’Apple Store per trovare l’antivirus giusto. Visto che ero curiosa di sapere i prezzi degli antivirus commerciali, per valutarli come possibile alternativa a quelli gratuiti, ho seguito il link – e facendo questo, ho naturalmente consumato un po’ del budget giornaliero della campagna..

… per arrivare non a una pagina già preimpostata sulla ricerca degli antivirus, ma sulla pagina generica del software per Mac, dove mi venivano proposti software grafici e pacchetti di office automation.
Ora, se chi ha cura le campagne pay per click della Apple è stato tanto bravo da creare annunci specifici per le singole categorie di software, perché non completare il lavoro portando le persone direttamente a quel che stavano cercando, senza chiedere loro di compiere da soli un’ulteriore ricerca?
Perché spendere soldi per irritare i propri possibili clienti?
(*) PS: proprio oggi sul Tagliablog è uscito un articolo molto utile e interessante sulla pubblicità dentro a Facebook, da leggere!





[...] Uno degli errori più comuni che si fanno quando si lancia un’offerta è quello di indirizzare le persone alla homepage del proprio sito istituzionale, dove magari, nel momento in cui uno la va a leggere, altre novità hanno guadagnato il primo posto in evidenza; ne avevo parlato in un vecchio post dedicato al pay per click. [...]