Perché amo MailChimp – email marketing semplice, completo e divertente

Da quasi un anno ho scoperto MailChimp, ed è stato amore a prima vista.

we make email marketing fun

Da tempo cercavo uno strumento per gestire newsletter e campagne di email marketing che fosse al tempo stesso completo e semplice da usare, e che potessi sperimentare senza spenderci troppo – anzi, possibilmente a costo zero.

I tool gratuiti che avevo visto mi sembravano tutti poveri, limitati, bruttini e macchinosi; quando, grazie a non so più quale link su quale blog, sono arrivata sulla colorata homepage di MailChimp, quasi non credevo ai miei occhi.

Un sito ben fatto, veloce, e con un modello freemium che sembrava fatto apposta per me: piano “forever free” gratuito, con un limite di 500 iscritti e 2.000 email/mese che superava abbondantemente le mie esigenze (adesso l’hanno portato a 1.000 iscritti e 6.000 email/mese).

Per attivarlo, mi è bastato compilare il form di registrazione, pronti via! Dentro, tutto quel che serve per creare liste, inviare newsletter, verificarne i risultati, con un’abbondanza di opzioni imbarazzante se penso alla scarsità di certi sistemi a pagamento che ho avuto modo di usare.

Al tempo stesso, nonostante l’abbondanza di opzioni, tutte le operazioni sono guidate da un sistema di menu chiaro, il “cosa fare adesso” è sempre evidenziato nel modo migliore, le cose importanti sono messe bene in risalto rispetto agli accessori.

Quali sono i vantaggi di avere un buon mailer?

Usare un buon sistema di invio di newsletter presenta moltissimi vantaggi rispetto al mandare decine o centinaia di email dal proprio client di posta; per citare i principali:

  • quando mandate una newsletter, ciascuno la riceve indirizzata a lui, e non in CC a mille altri o – peggio – come un anonimo destinatario “in conoscenza nascosta”
  • le email non partono dal vostro IP, ma dal server del mailer, e potete anche pianificarne l’invio (es. la preparo stasera, per farla partire domani mentre sarò in viaggio)
  • avete un report di quanti (e chi) hanno letto la newsletter, cliccato sui link, e gli email che non risultano più attivi vengono automaticamente disattivati dalla lista
  • in fondo a ogni messaggio, le persone trovano in automatico la spiegazione di come sono finiti nella mailing list e le istruzioni per cancellarsi, se vogliono farlo

In MailChimp, oltre a questo, ci sono decine di templates già pronti (e testati su moltissimi client di posta, anche web) e vari modelli “neutri” pronti per essere personalizzati. In questo modo, essere operativi è praticamente immediato.

Ieri sera, ad esempio, in un paio d’ore scarse (inframmezzate da varie chiacchiere su Facebook e FriendFeed) ho ricreato dentro a MailChimp tutta la newsletter del Romagna Business Club:

  1. ho attivato l’account, impostando tutti i riferimenti e i messaggi standard
  2. ho importato gli oltre 700 indirizzi con un copiaincolla (l’unico inghippo è che MailChimpo non accetta in automatico l’importazione delle email generiche che iniziano con info@, quindi la ventina di indirizzi di quel tipo me li sono dovuti inserire a mano dal form di gestione iscritti)
  3. ho impostato la prima newsletter, scegliendo il più semplice dei templates; dato che MailChimp aveva già l’URL del sito RBC, mi ha personalizzato da solo immagine di header e colori, in un modo che ho considerato del tutto soddisfacente (e d’ora in poi avrò già pronto il mio template standard per le prossime newsletter)
  4. ho creato il messaggio con l’editor visuale, aggiungendo i codici per far comparire in fondo alla mail i pulsanti di condivisione su Facebook e Twitter e il “like” di Facebook: in questo modo, chi riceve il mail può, oltre che inoltrarlo ai suoi contatti, condividelo anche sui social network
  5. ho controllato la versione “solo testo”
  6. ho inviato alcune email di prova a me, Luca e Giorgio, per verificare che tutto fosse OK
  7. a questo punto, ho pianificato l’invio effettivo per le 9 di questa mattina, e sono andata a dormire

E stamattina, puntuale, la newsletter è partita e arrivata a destinazione, e io ogni tanto vado a controllarne il report:

Niente di eccezionale, come vedete: ma tutto liscio e semplice come deve essere.

E in più…

Io sono notoriamente pigra e frettolosa, quindi uso i template base con una personalizzazione grafica minima: del resto, sono convinta che la semplicità paghi, e che le email funzionino meglio così. Ma, per i patiti della creatività, ci sono tutte le opzioni per impostare le newsletter più mirabilanti.

Sempre in pochi minuti, si creano i form di iscrizione alla newsletter da linkare o inserire direttamente nel proprio sito.

Se nell’indirizzario abbiamo nomi e cognomi (e qualunque altro dato ci venga in mente di gestire), possiamo usare codici di sostituzione per personalizzare oggetto e contenuto delle email (“Alessandra, ecco i corsi del prossimo trimestre” ottiene in genere un tasso di apertura quasi doppio che il generico “Ecco i nuovi corsi”).

I possibili collegamenti coi social network sono tantissimi, a partire dal fatto che, quando inseriamo un indirizzo email, se questo è associato a un Gravatar MailChimp ci mostra, attaccato al nome, l’immagine sua ☺

Delivering happiness

Come in ogni servizio, qualche volta le cose non funzionano a dovere: ci sono upgrade di server, nuove features che rivelano problemi non previsti, insomma le solite cose che capitano. Quello che invece non capita quasi mai da altre parti, ma che i Mailchimpers sono bravissimi a fare, è essere trasparenti su quel che succede spiegando che sì, ci sono dei problemi, e ci si sta lavorando sopra. Lo fanno con blog, twitter, facebook, avvisi chiari alla login, insomma in tutti i modi. E in breve tempo i problemi si risolvono.

L’area SUPPORTO del sito MailChimp offre una quantità enorme di guide, video didattici, forum, webinar… se volete diventare degli esperti, non avete che da rimboccarvi le maniche e studiare.

Non è tanto più bello lavorare col sorriso sulle labbra? L’interfaccia giocosa, lo scimpanzè postino che ti accoglie alla login e ti accompagna nel lavoro, i messaggi scritti “con voce umana”, tutto gloriosamente in linea con la loro mission che recita

“we make email marketing fun”

Il mio unico desiderio: veder realizzata prima o poi la localizzazione italiana, così potrò consigliarlo anche a tanti (amici, clienti, conoscenti) che, quando gli rimprovero di continuare a usare sistemi obsoleti a fastidiosi, mi rispondono “ah ma se è in inglese io non posso mica usarlo”.

Dimenticavo: quanto costa avere di più

Dato che il profilo “forever free” è stato finora largamente sovrabbondante rispetto alle esigenze mie e delle persone a cui l’ho consigliato, dimentico sempre di aggiungere quanto costa passare a pagamento, nel caso in cui si gestiscano liste molto numerose o un gran numero di invii: pochissimo. Si paga un fee mensile, che dipende dalle dimensioni della lista e offre da subito un numero illimitato di email, oltre naturalmente a consentire di togliere il pulsante “MailChimp” dal footer delle email. C’è anche l’opzione “pay-as-you-go”, per chi deve fare una campagna singola e non degli invii regolari.

Adoro le scimmie :-)

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51 Comments

  1. Alessandra Farabegoli scrive:

    @Pier, ci sto pensando io, ma il tempo è quello che è :-) Se pazienti un po’, arriva.
    @Rosario, l’impostazione “ricevi avviso quando qualcuno si iscrive” è nei setting di lista, non nel form.

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