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Usare i social network in azienda: notizie buone e cattive

Nei giorni scorsi, in un post della serie Common Sense Dispenser, prendevo spunto da un articolo di Harward Business Review per sostenere che il divieto di usare i social network durante il lavoro è un boomerang per l’azienda.

Oggi un post di Josh Bernoff, analista di Forrester Research e coautore di Groundswell (Edizione Kindle), chiarisce benissimo ciò che penso quando parlo di “lavoratore iperconnesso”, definendo il concetto di HERO: Highly Empowered and Resourceful Operative: il collaboratore che ha a disposizione le risorse necessarie e viene attivamente incoraggiato a usarle a vantaggio dell’azienda, per trovare soluzioni e risolvere problemi.

Nella visione degli autori di Groundswell, il ruolo del management non è più quello di controllare, limitare e indirizzare i collaboratori lungo lo stretto percorso definito da procedure rigide, ma, al contrario, quello di creare un contesto in cui chi lavora è in grado, grazie alla tecnologia, di mantenere un rapporto vivo con clienti e consumatori, anch’essi sempre più empowered, trovando soluzioni innovative e facendo viaggiare l’azienda alla stessa velocità del suo mercato.

Poi sono tornata sul pianeta Terra quando un mio amico mi ha scritto “scusa non ho potuto fare <piccola operazione di gestione di un gruppo> perché in ufficio ci hanno chiuso LinkedIn”. LinkedIn, capite? non parliamo di Facebook, che ha fama (non completamente meritata) di essere una sodoma e gomorra dedita al cazzeggio, ma LinkedIn, il più “professionale” dei network! Se un’azienda si preoccupa di bloccare LinkedIn, sperando forse di evitare che i suoi collaboratori più in gamba lo usino per cercare altre occasioni, lasciatemi dire che ha perso in partenza: o meglio, sta attuando una perfetta “selezione all’incontrario”.

Per fortuna, grazie a un post di Riccardo, mi sono imbattuta anche in un’azienda che sembra in grado di usare la rete, non solo aprendo i propri canali “istituzionali” sui vari social network, ma facendoli usare direttamente ai propri collaboratori. Speriamo di riuscire a raccontarci qualche case history diversa dalle solite, nei prossimi mesi ;-)

One Comment

  1. RiccardoP says:

    Innanzitutto, ti ringrazio per la citazione. Spero di avere altre buone notizie (e buone case history) su cui scrivere, ne abbiamo bisogno. Qualcosa si muove là fuori. Lentamente ma si muove.

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