Web Content Strategy in video – 2

Questo è il secondo video dell’introduzione alla Web Content Strategy; se ancora non avete visto il primo, lo trovate qui.

Per creare dei contenuti che davvero funzionano, dobbiamo lavorare seriamente, e creare un piano – il più possibile completo – per raggiungere degli obiettivi che siano chiaramente definiti e misurabili.

La nostra strategia dovrà abbracciare tutto il ciclo di vita dei contenuti:

La pianificazione, che comporta

  • fare l’inventario dei contenuti esistenti
  • identificare bene quali sono i nostri obiettivi e destinatari
  • definire di conseguenza i contenuti da creare
  • specificare chiaramente chi ne ha la responsabilità

La creazione vera e propria dei contenuti, che comprende

  • la raccolta dei materiali di base
  • la scrittura
  • il test
  • la revisione e approvazione
  • la pubblicazione

La gestione: dopo la pubblicazione, dovremo occuparci di

  • misurare l’utilizzo e l’efficacia di quel che abbiamo messo online
  • mantenere aggiornati i contenuti
  • archiviarli quando è il momento

Vediamo nei dettagli questi passaggi.

Il primo passo della pianificazione è quello di fare un inventario dell’esistente.

Diamo per scontato che non stiamo partendo da zero, perché, a meno che non stiamo parlando di una startup creata da giovanissimi sconosciuti, ci sarà sicuramente del contenuto online che parla di noi.  Inizieremo allora facendo un vero e proprio inventario di tutto questo materiale, e per ogni cosa che troviamo, dovremo registrare dov’è, di cosa si tratta, chi l’ha prodotta, quando, se è aggiornata, e, soprattutto, qual è il suo scopo.

  • Il posto più ovvio da cui partire per inventariare il contenuto è ovviamente il vostro sito Internet. Dovreste avere un elenco che comprenda tutte le pagine, e per ciascuna registrare le informazioni su dove, cosa, chi, quando, perché.  Se nel sito ci sono, oltre alle pagine statiche, degli archivi, ad esempio un catalogo o un’area press, dovrete inventariarne il contenuto, cioè sapere quali prodotti ci sono, quali comunicati stampa, e così via.
  • Avete un blog aziendale? quanti post sono stati pubblicati? su che argomenti? con quali tag?
  • Avete un profilo Twitter? da chi viene alimentato? che tipo di messaggi vengono twittati, e con quale frequenza?
  • Quante persone della vostra azienda hanno un profilo su LinkedIn? Esiste un gruppo LinkedIn dell’azienda?
  • Sapete quante delle persone della vostra azienda sono su Facebook? Avete una pagina ufficiale? Quanti “fan” raccoglie? Chi la aggiorna? cosa ci finisce dentro oltre ai messaggi (post del blog, twit, foto..)? Avete promosso eventi? Con quali risultati?
  • Avete un profilo Flickr con foto che vi riguardino? ad esempio, reportages di eventi aziendali, o di fasi del lavoro, o di prodotti?
  • Avete un canale YouTube (o su qualsiasi altra piattaforma di condivisione foto e video)?
  • Come uscite fuori sulle Google Maps? il vostro indirizzo è completo / corretto? Ci sono altri dati oltre a quelli presi in automatico dalle pagine gialle?

E finora abbiamo parlato dei contenuti su cui esercitate un controllo quasi totale. Ma probabilmente ci sono anche contenuti che vi riguardano, e su cui avete in controllo solo parziale, o assolutamente nullo. Sto parlando di articoli in cui siete citati, interviste, rating e commenti a voi e ai vostri prodotti, foto e video in cui siete taggati, siti in cui siete linkati.

E anche questi contenuti dovete cercare, per quanto possibile, di mapparli. Come fare? usate Google, impostatevi un Google Alert per sapere il prima possibile se venite citati, affidatevi se è il caso a uno specialista che trovi le vostre tracce sparse in rete.

Qualunque sia l’esito di questa ricerca, avrete in mano degli elementi molto utili; potreste scoprire che qualcuno parla di voi, recuperare le tracce di un’intervista che nemmeno ricordavate di aver rilasciato; o potreste non trovare niente, e allora avete un problema di tipo diverso da affrontare.

Una volta che avete in mano i risultati del vostro audit, è il momento di cominciare a progettare il futuro.

Gli altri video della serie:
Perché è necessaria una strategia dei contenuti web
Dalla progettazione all’online + il ruolo del web content manager
Raccomandazioni finali

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4 Comments

  1. marinella scrive:

    sempre molto chiara e efficace nella spiegazione

  2. leo scrive:

    Commenterò tutto alla fine della serie (commento del commento: estiqatsi!). Una domanda strutturale: come mai il post ha il testo integrale del video? Non era meglio mettere solo i punti (ed eventualmente aggiungere note non facenti parte del testo letto?).

  3. Alessandra Farabegoli scrive:

    @leo, attendo il tuo metacommento ;-) Il testo integrale è sia per motivi di indicizzazione, sia per chi non ha voglia o non può ascoltare l’audio (niente casse in ufficio, problemi di udito, etc). Ho visto che YouTube permette anche di inserire sottotitoli facendo l’upload della trascrizione, ma non ho ancora provato a farlo..

  4. leo scrive:

    Il testo che metti nei tuoi video, secondo me, va molto bene già così. Eventualmente potresi inserire delle slide di navigazione, con numero progressivo e titolo, e da qke parte le altre info (numero del video / numero totale di video della serie, tuo logo etc etc).
    Io i sottotitoli di YT li userei per una eventuale traduzione in inglese del testo che già metti a dx.

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